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GALAPAGOS |
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KOMODO |
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FILIPPINE |
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TOSCANA -
GROTTA GIUSTI |
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FARASAN BANKS
Dal momento in
cui ci si lascerà alle spalle il piccolo e sperduto porticciolo
di Al Lith, tutto sembrerà diverso e ogni istante si
materializzeranno piccoli gioielli di sabbia in mezzo al mare.
Abbandonate le insidie del bassofondale corallino dei Farasan
Banks ci si troverà come d’incanto in mare aperto con una
moltitudine di strette lingue di sabbia circondate da un reef
ricchissimo e intatto dove
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l’acqua ha il colore e la trasparenza
dello smeraldo.
I Farasan sono un esteso banco corallino che si sviluppa a sud
di Jeddah e si estende per 62 miglia (100 chilometri) verso il
mare aperto e per 800 chilometri lungo la costa dal paese di Al
Lith fino alle isole Kamaran nello Yemen. I Farasan fanno parte
della piattaforma continentale della penisola araba che cade da
una profondità di 40 metri fino a oltre 600 metri sulla caduta
esterna. I Farasan includono centinaia isolotti corallini
generati nel corso della sesta era glaciale. A causa delle vaste
zone di acqua poco profonda, i coralli si sono generati grazie
alla notevole presenza di luce che ha contribuito allo sviluppo
del reef, generando un ecosistema ricco e inalterato ancora
sconosciuto. Milioni di anni fa le sollevazioni geologiche hanno
generato lo stato attuale del Mar Rosso dove cupole di sale
(blocchi salini) hanno spinto i reef corallini verso la
superficie generando l’arcipelago delle Farasan. Fino a pochi
anni fa, i pescatori erano gli unici abitanti permanenti sulla
Farasan Kebir poiché a maggior parte della superficie dell’isola
è composta di roccia calcarea e le piogge hanno una media
stagionale di 10 centimetri l’anno.
Mar Mar, Dohra, Jadir, Malothu, Danak e Jabbara sono tutte isole
di origine vulcanica sul cui cratere si è sviluppata la parete
corallina e successivamente l’isola di sabbia candida.
Inesorabilmente rapiti dalla magia di questi luoghi primordiali
ci si rende immediatamente conto di trovarsi in un mondo
sconosciuto ed inesplorato. Su tutte le isole vivono colonie di
volatili che rendono i Farasan Bank un vero paradiso
naturalistico e uno dei luoghi più incontaminati e selvaggi del
pianeta, le isole hanno tutte una forma allungata, modellate
dalla direzione dei venti predominanti ed è proprio su queste
punte, laddove spira più forte il vento che si radunano gli
uccelli. Le spiagge sono segnate dalle tracce delle tartarughe
che durante la notte raggiungono le calde sabbie per andare a
deporre le uova che presto si schiuderanno e i piccoli animali
compiranno a ritroso il tragitto delle loro madri per
raggiungere le acque nelle quali cominceranno la loro vita di
animali marini.
Queste isole sembrano tutte simili, tuttavia ognuna di loro
custodisce i propri segreti, a partire dalla differente
composizione dello strato corallino fossile che ne determina la
loro nascita. Sull’isola di Jabbara sono presenti enormi blocchi
rocciosi di corallo fossile che confermano la sua antichissima
formazione a differenza di altre isole dove la formazione del
corallo è più recente. Osservando le spiagge si scorgeranno
invece i segnali della loro storia quotidiana come pezzi di
fasciame dei sambuchi, le tipiche barche dei pescatori del Mar
Rosso, naufragati chissà quando e ormai erosi dal mare, lunghe
cime di canapa, un remo semisommerso dalla sabbia e a ben
guardare continueranno a comparire sempre nuovi segnali, come se
ognuno di loro volesse improvvisamente raccontare la sua storia
rimasta sepolta per tutti questi anni.
Soltanto l’ammiraglio Cousteau nel 1963 aveva soggiornato per un
breve periodo da queste parti e scrisse “The living Sea” nel
quale raccontò i Farasan Banks come una delle aree più
affascinanti esplorate nel corso della sua prima spedizione in
Mar Rosso a bordo della Calypso. |
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JANBU
La piccola città di Yanbu el Bahar che in arabo
letterale significa “primavera del mare”, si affaccia sulle
splendide coste del Mar Rosso ed è la seconda città portuale più
importante dell’Arabia Saudita con una popolazione stimata
all’inizio del 2004 di circa 190.000 abitanti. Situata 350
chilometri a nord di Jeddah, Yanbu appartiene giuridicamente alla
provincia di Medina.
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Circa un terzo del suo territorio di 185 chilometri quadrati è
attualmente occupato da importanti siti industriali legati
principalmente all’industria petrolchimica. Osservandola dall’alto
si ha la percezione di una città abbandonata, circondata
dall’immensità di un deserto color ocra e bagnata dalle magiche
acque del Mar Rosso. Un misto tra passato, presente e futuro ma come
buona parte di queste cittadine, anche Yanbu, ad una prima occhiata
ha uno stile architettonico poco definito e particolarmente confuso.
Case e palazzine poco più che fatiscenti e disordinate sono
disseminate senza ordine nell’immensità di una piana desertica senza
confini. E’ difficile per un occidentale dare un ordine logico
all’urbanistica di questo paese. Certo che da questo primo quadro
poco edificante non compare il caratteristico paese arabo che tutti
vorremmo incontrare con i suoi mercati colorati, i profumi di spezie
e le vecchie abitazioni tipiche della costa del Mar Rosso. Purtroppo
del vecchio paese e della sua storia rimangono ormai pochi segni
peraltro difficilmente riscontrabili.
La sua vera identità si trova oggi venti chilometri a sud dalla
cittadina dove sorgono alcune tra le più importanti raffinerie
petrolchimiche di tutto il paese e quindi del mondo.
Costruzioni dalle forme fantascientifiche che brillano come specchi
alla luce del sole e che di notte si illuminano come paesaggi
extraterrestri. La vera identità di questo “nuovo” paese è oggi
racchiusa all’interno di questi mostri di acciaio.
LA STORIA
Yanbu ha una storia molto più antica e
affascinante di quanto appaia oggi dato che già duemila anni fa era
considerato uno dei porti più importanti per il controllo del
traffico di spezie e incenso provenienti dallo Yemen ma anche da
terre molto più distanti come le Indie e la Cina da dove si
importavano tessuti e ceramiche diretti in Egitto e successivamente
in Mediterraneo.
Ma per il mondo arabo mussulmano, Yanbu ha da sempre rappresentato
anche uno dei maggiori crocevia per i pellegrini che raggiungevano
le coste del Mar Rosso per poi dirigersi alle città sante di Mecca e
Medina.
Nel corso della prima guerra mondiale il suo piccolo porto servì
anche come base di appoggio per l’esercito arabo e per quello
inglese, in lotta contro i potenti Ottomani. Di quel lontano periodo
sono visibili ancora alcuni resti ormai decadenti dei tipici palazzi
costruiti utilizzando la pietra corallina. La tipica architettura
del Mar Rosso ormai sempre più rara.
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PROGRAMMI SPECIALI |
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PROGRAMMI
2013 |
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MALDIVE |
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Crociera Suvadiva
Avventura Estremo Sud
19 - 27 Gennaio
2013 |
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SEYCHELLES |
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Crociera Seychelles
Pasqua alle Seychelles
Guida italiana Spot Project
22 Marzo - 31 Marzo
31 Marzo - 07 Aprile
2013 |
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COCO ISLAND COSTA
RICA |
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Crociera Coco's
Il Paradiso dei Martello!
Ponte 25/4-1/5
19 Aprile - 1 Maggio
2013 |
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TUBBATAHA FILIPPINE |
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Crociera Tubbataha
Ponte 25 Aprile Mare di Sulu
18 - 28 Aprile
2013 |
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SEYCHELLES |
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Crociera Seychelles
Ponte di Ognissanti
Guida italiana Spot Project
25 Ottobre - 02 Novembre
01 Novembre - 09 Novembre
2013 |
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SOCORRO MESSICO
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Crociera Socorro
Baja California
Mante Martelli & Delfini
26 Dicembre - 05 Gennaio
2013/2014 |
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RAJA AMPAT INDONESIA |
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Crociera Raja Ampat
26 Dicembre - 01 Gennaio
2013/2014 |
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